Strade colabrodo e voragini: il degrado senza fine avanza!/foto
Le immagini catturate dal nostro amico/collaboratore Giacomo Magistro (attivista LIPU e fotografo naturalista) non lasciano spazio a interpretazioni: quelle che solcano l’asfalto cittadino non sono semplici buche, ma autentiche voragini. Si tratta di squarci profondi che, al primo accenno di pioggia, si trasformano in insidiosi laghetti di acqua stagnante, mimetizzando il pericolo per automobilisti e pedoni. Nonostante i ripetuti e sporadici interventi “tampone” – realizzati approssimativamente con ghiaia mista a catrame a freddo – il problema persiste e si aggrava. Con il passare del tempo e l’azione erosiva degli agenti atmosferici, queste ferite nel manto stradale continuano ad allargarsi e a sprofondare, moltiplicandosi su tutto il territorio cittadino, in modo esponenziale sotto lo sguardo rassegnato dei residenti.
Ciò che desta maggiore scalpore è la collocazione di tale scempio: non ci troviamo in una zona rurale o in una periferia dimenticata, bensì in un’area urbana nevralgica e densamente frequentata. Gli scatti documentano lo stato di abbandono di Via Ernesto Che Guevara e Via Umberto Terracini, arterie fondamentali che collegano la provinciale per Putignano-Turi al Liceo Scientifico, situate a pochissima distanza dalla sede della Polizia di Stato. È una situazione disastrosa, già ampiamente denunciata negli anni ma mai affrontata con una soluzione professionale e definitiva. Il continuo transito di centinaia di veicoli, che scelgono queste vie per accorciare i percorsi o per usufruire dell’ampio parcheggio di zona, accelera inevitabilmente il deterioramento dell’asfalto, creando un circolo vizioso che mette a rischio l’incolumità pubblica.
Il bilancio di questo degrado non si limita ai soli danni meccanici ai mezzi di chi, sfortunatamente, finisce nelle trappole d’acqua durante i giorni di pioggia. Il vero nodo critico è l’incremento dell’insicurezza stradale in un punto che, nel tempo, è diventato un fulcro del traffico cittadino. Emblematico è il caso della “piscina a cielo aperto” formatasi nell’area dedicata al mercato settimanale: un cratere che continua a sprofondare nonostante le segnalazioni passate, immerso nel silenzio assordante degli organi competenti che sembrano ignorare un pericolo ormai sotto gli occhi di tutti.
















