L’ulteriore, ennesimo nuovo decreto sicurezza. Cosa c’è da sapere
Cosa prevede il decreto Sicurezza
Il decreto si compone di 33 articoli e interviene a più livelli su sicurezza urbana, ordine pubblico, attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, funzionalità delle Forze di polizia, immigrazione. Il provvedimento punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto dei reati, con particolare attenzione ai fenomeni di violenza giovanile e ai disordini legati alle manifestazioni pubbliche.
Il Daspo urbano per chi devasta e aggredisce le forze dell’ordine
Per quanto riguarda la sicurezza urbana, il testo attribuisce ai prefetti il potere di individuare «specifiche aree del territorio caratterizzate da gravi e reiterate situazioni di illegalità o degrado», nelle quali può essere disposto l’allontanamento di soggetti considerati pericolosi per l’ordine pubblico. Viene rafforzata la disciplina dei Daspo urbani ed esteso l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione personali. In riferimento alla gestione delle manifestazioni pubbliche, la misura, emessa dal Questore, potrà colpire chi negli ultimi cinque anni ha precedenti per danneggiamenti aggravati, reati violenti commessi durante eventi pubblici o contro le forze dell’ordine.
La stretta sulle manifestazioni non autorizzate
Sul fronte dell’organizzazione delle manifestazioni pubbliche, il decreto interviene sulle riunioni in luogo pubblico prive di preavviso, prevedendo sanzioni amministrative più elevate per promotori e organizzatori, anche quando la convocazione avvenga attraverso piattaforme digitali. In questi casi la competenza è attribuita al prefetto e le sanzioni possono arrivare fino a 10.000 euro. È prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento commessi durante manifestazioni pubbliche.
Cosa prevede il ddl Sicurezza
Per quanto riguarda il ddl, che consta di 29 articoli, tra i punti del provvedimento figurano l’istituzione di una “Rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie” per il contrasto al disagio giovanile, che coinvolge scuole, centri per la famiglia e associazioni sportive per sviluppare progetti per supportare i genitori nella funzione educativa; l’inasprimento delle sanzioni per le occupazioni abusive e l’accelerazione delle procedure di sgombero d’ufficio con la rimozione del vincolo della residenza del denunciante; l’inasprimento anche delle sanzioni per le aggressioni ai giornalisti e al personale ferroviario; il potenziamento dei presidi di polizia in ospedali e zone turistiche; la creazione di nuove Direzioni centrali presso il Ministero dell’Interno per la Polizia scientifica, la formazione e i reparti speciali; l’incremento delle dotazioni di polizia e carabinieri per la vigilanza dei litorali e l’estensione della possibilità di utilizzare droni per finalità generali di prevenzione dei reati e mantenimento dell’ordine pubblico.
Infine, il ddl ridefinisce l’assetto strutturale del ministero dell’Interno istituendo tre nuove Direzioni Centrali apicali: Polizia Scientifica, per la pianificazione strategica e il supporto tecnico-scientifico alle autorità giudiziarie; Reparti Mobili e Reparti Speciali per il coordinamento delle attività dei reparti mobili e delle unità ad alto rischio; Formazione, che assume le funzioni dell’attuale Ispettorato delle scuole per programmare l’addestramento del personale.
PACCHETTO SICUREZZA
In un paese serio destra e sinistra sarebbero unite nel varare norme più stringenti contro la violenza di piazza e a tutela delle Forze dell’Ordine, ma alla fine vedrete che l’opposizione non voterà il “pacchetto” proposto dal governo.Anche perchè dovrebbe ammettere che l’esecutivo si ritrova a gestire violenze di piazza che nell’ultimo biennio sono esclusivamente da addebitarsi a gruppi o gruppuscoli anarchici o di estrema sinistra.
La questione è comunque drammaticamente seria, anche perché ancora una volta i fatti di sabato scorso a Torino hanno evidenziato come esista una frangia numericamente ridotta ma irriducibile che approfitta di ogni occasione per scatenarsi con episodi di guerriglia urbana.
Il sequestro di cappucci, armi improprie, bombe carta chiodate, maschere antigas e tutto l’armamentario che va in scena in queste occasioni testimonia come gli scontri non siano mai spontanei, ma frutto di una regia attenta e meticolosamente organizzati.
E qui emerge l’altro aspetto: la sempre sofferta convalida dei fermi, il consueto “liberi tutti” con l’accusa ai magistrati di esser troppo teneri nei rilasci e leggeri nelle condanne. Polemica antica ma reale, e che in queste settimane apre immediatamente un altro fronte di conflitto governo-magistrati, reso ancor più evidente alla vigilia del referendum.
I sentimenti della gente sono chiari e se i giudici non devono mai decidere sulla base dell’umore dell’opinione pubblica, forse quegli stessi giudici dovrebbero però anche prendere atto che – se contro di loro si alza un generale, visibile e concreto malcontento – è anche per certe sentenze troppo lievi a carico di chi trasforma le città in campi di guerriglia urbana.
Consigliere comunale
Resta Francesco Paolo

