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Nicola Delle Noci e le immagini delle donne nel chiostro comunale/foto

Il chiostro comunale di Gioia del Colle ha aperto le sue porte alla mostra fotografica denominata “L’immagine della donna nei linguaggi dell’arte” di Nicola Delle Noci, medico e fotografo attento osservatore del volto delle donne, bloccate in uno scatto di fotografia che trasforma le immagini e le sospende nel tempo. Una vita dedicata alla fotografia e all’osservazione della realtà, dallo sviluppo dei rollini alla creazione di fotografie composite, in cui i volti di donne e gli oggetti di scena sembrano costruire una realtà narrativa imprevista.

L’intervento dell’avvocato Lucio Romano, delegato alla cultura, ha sottolineato come la mente audace di Nicola Delle Noci induce a sostare dinanzi ad ogni fotografia. L’operazione artistica costituisce un’operazione culturale in cui i visitatori sono chiamati a riflettere, per cogliere il mix di intrigo e sensualità offerto dalle diverse immagini delle donne il cui mondo si colloca in uno sfondo che nasconde ricerca, analisi. Molteplici immagini di donna che portano ad una proposta artistica in prosecuzione con le precedenti mostre fotografiche. Un lavoro artistico che si innesta su un lavoro di scoperta del linguaggio fotografico a Gioia del Colle. Un universo fotografico che spazia in composizioni sceniche che consentono di andare al di là dell’immediatezza di uno scatto fotografico. La serata guidata con entusiasmo da Dalila Bellacicco è stata allietata dalla lettura dei versi poetici appassionatamente interpretati da Antonella Radicci sulle musiche improvvisate da Ilaria Stoppini al flauto e alla tastiera e da Domenico Lopez alla chitarra classica, ispirate dalle immagini e dalle letture.

«La mostra fotografica di Nicola Delle Noci – ha affermato il professor Franco Di Terlizzi nel suo intervento critico – arricchisce il panorama culturale del territorio ponendosi come un dispositivo interpretativo complesso in cui lo studio fotografico si trasforma in uno spazio generativo dove pittura, fumetto e fotografia si fondono in un unico sistema interconnesso. In questo percorso, la figura femminile supera la staticità della posa per farsi narrazione dinamica mediante interventi pittorici sintetici, tracce gestuali e accensioni cromatiche. Il lavoro dell’artista fa dialogare i maestri contemporanei della Capitanata Dario Damato e Ubaldo Urbano con l’eredità di celebri pittori quali Spartaco Vela, Wilhelm Trübner, Konstantin Alekseevič Korovin, Félix Vallotton, Otto Mueller, Henri Manguin, Pierre-Albert Marquet, Gabriele Münter, Max Pechstein, August Macke, Francesco Menzio, Enrico Paulucci ed Ennio Morlotti. A fare da cerniera e trait d’union tra pittura e fotografia è il fumetto d’autore di Hugo Pratt, le cui eroine incarnano una bellezza classica e moderna al tempo stesso. Questo percorso espressivo si estende poi al chiaroscuro e alla forza plastica tipici della grande fotografia di moda e del celebre Calendario Pirelli, richiamando l’opera di maestri internazionali come Joyce Tenneson, Sarah Moon, Annie Leibovitz, Mario Testino, Karl Lagerfeld, Helmut Newton, Herb Ritts, Peter Lindbergh, Bruce Weber, Patrick Demarchelier, Mert Alas e Marcus Piggott, Bert Stern, Norman Parkinson, Bryan Duffy, Hans Feurer e Peter Knapp.»

Nel corso della serata le immagini si sono intrecciate con la poesia e la musica in un dialogo continuo tra luce e parola, scandito dai versi di “All’Amore non si resiste” di Alda Merini e “Palpebre” di Ada Negri, (entrambe selezionate per il catalogo), “All’Amata“ di Vladimir Majakovskij, “A una donna” di Jorge Luis Borges, “A te” di Paul Éluard, “Nessun sospetto adombra” di Patrizia Cavalli e “Rabbia di luce” di Sibilla Aleramo. In chiusura “Tra le tue braccia” di Alda Merini.

Dalila ha ringraziato con sincero entusiasmo sia il numeroso pubblico presente nonostante la pioggia e le tante compresenze, sia coloro che hanno impreziosito con il loro impegno questo incontro: Antonella Radicci, appassionata voce recitante, Ilaria Stoppini e Domenico Lopez, musicisti di grande valore, Marcello Gisotti, da sempre accanto a Nicola, Tina Tafuri che ha curato la selezione delle poesie, Giovanna Bellafronte per i video della serata, Mario Di Giuseppe per le bellissime foto e Giuseppe Milano per il supporto tecnico.

Audace la scelta dei soggetti, la volontà di sfatare il mito legato al Calendario Pirelli, la ricerca dei dettagli che vanno al di là della totalità dell’immagine. E’ questa la quarta mostra che sottolinea la volontà dell’autore di coniugare la cultura con l’arte attraverso immagini di donne che vengono fissate nel loro modo di essere senza alcuna volgarità o artifizio, mutuando dall’attualità fino a rinvenire autori e autrici del XIX e del XX secolo. Le protagoniste della mostra sono le donne che nella loro femminilità e sensualità in fondo comunicano loro stesse. La mostra contiene un filo rosso rappresentato da una forma d’arte quale è il fumetto a cui Delle Noci si è ispirato. Nell’impianto della mostra convergono linguaggi visivi e riferimenti cinematografici che mutuano tra pittura, fumetto e fotografia che non vengono concepiti come compartimenti stagno, ma sembrano incontrarsi e comunicare fino a generare nuovi significati, frutto di accurati processi di ricerca e rielaborazione. L’intervento del prof. Terlizzi ha ribadito come la costruzione delle immagini di Delle Noci sia il frutto di un sapiente uso della luce che si traduce in chiarezza e trasparenza. L’immagine richiama all’opera in modo distinto e cristallino, le immagini si configurano come “spazi densi di rimandi” che evocano l’arte espressionista attraverso la quale la figura della donna si emancipa, grazie alla capacità dell’artista che viene definito “artigiano dell’immagine”, inteso come ideatore e creatore di una fotografia in cui gli scatti fotografici ritraggono gesti, espressioni, posture della donna che generano un coinvolgimento del visitatore.

Delle Noci alla stessa maniera di Hugo Pratt, utilizza sapientemente la luce, l’esposizione e il chiaroscuro che diventano preziosi strumenti del fotografo per modellare il corpo della donna, le sue movenze, i sorrisi, le emozioni, gli atteggiamenti di ogni giorno che vengono in uno scatto fissati e inducono il visitatore a cogliere l’immediatezza del significato, la semplicità del contesto, la quotidianità delle azioni.  Delle Noci prestato dalla medicina alla fotografia riesce a conciliare elementi della tradizione artistica con la modalità innovativa propria della contemporaneità. A ogni persona intervenuta all’incontro è stato donato un libro che racchiudeva le fotografie riprodotte nella mostra. Misterioso il legame fra le foto e i fumetti riprodotti sullo sfondo che inducono l’osservatore a cogliere quel sottile filo che tiene insieme la dimensione della realtà e della finzione, la bellezza delle donne fotografate e le molteplici sensazioni comunicate dallo sguardo, dai gesti e dalle posture assunte. Non resta che visitare la mostra e rievocando un verso della poesia di Ada Negri lasciare che “le dolci palpebre colgano i fantasmi del mondo”. [Foto Mario Di Giuseppe]

Stella Loredana Lippolis

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