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Cetto Laqualunque approva, infinitamente ringrazia e augura buona “estate”!

“Cittadini! Belli miei, amanti del pilu e del benessere… ma soprattutto del mio benessere! Permettetemi due parole… Ma quanto è bello fare la politica a Gioia del Colle. Ah, la democrazia!

Vi devo fare una confessione col cuore in mano e il portafoglio ben aperto: in oltre sette anni di cariche amministrative, me ne sono entrati in tasca più di 133 mila euro lordi! Centotrentatremila! Euro più, euro meno. Una media di più di diciannovemila euro l’anno sicuri, cash, matematici, senza manco l’ombra di un cartellino da timbrare! Ma quale posto fisso, ma quale posto di lavoro… qua siamo alla magia pura! Prima di questa benedetta carriera ero praticamente un quasi nullatenente, e adesso guardatemi: me ne sto in panciolle da lunedì a domenica a incassare per il mio futuro!

E poi mi venite pure a parlare di “lavoro”! Io il lavoro non so manco dove sta di casa, e infatti che faccio? Vi auguro “buona estate” e parlo di “meritato riposo”! Meritato da cosa, che faccio poco e nulla dalla mattina alla sera, da sette anni di fila? Un fantastico e subliminale lapsus da vero professionista della poltrona! Ma giustamente ora devo andare in ferie, mi devo ritemprare da tutta questa fatica di stare seduto, perché la famiglia, gli affetti e la pennichella estiva non si negano a nessuno, soprattutto a spese vostre!

E nel frattempo la città? Ah, Gioia del Colle ha cambiato volto, cavolo se l’ha cambiato! C’è munnezza a ogni angolo, il degrado che fa da arredamento, l’abbandono dei rifiuti che è diventato sport nazionale, l’inquinamento alle stelle e un’insicurezza che vi fa passare la voglia di uscire di casa! Le condizioni socio-economiche dei cittadini sono andate a picco, ma chi se ne frega? L’importante è che siano migliorate le condizioni socio-economiche mie e della giunta! Questo sì che è un successo amministrativo con i fiocchi!

Poi vi scrivo il post col tono del grande statista, quello tutto casa, chiesa e retorica pre-elettorale. Ci metto le belle parole d’ordinanza: “onestà”, “stabilità”, “visione”, “il meglio deve ancora venire”… Tante belle intelligenze, tante buone intenzioni, ma senza mai spiegare cosa, come e quando faremo qualcosa! Un capolavoro di fumo negli occhi! Io continuo a fare la mia parte con “passione e spirito di servizio” per incamerare il futuro… il mio futuro economico, sia chiaro, mica il vostro! E adesso mi raccomando, stacchiamo tutti la spina per qualche giorno, che a settembre ci ritroveremo ancora più carichi, pronti e pieni di entusiasmo per continuare a mungere questo bel comune! Vota Laqualunque, più pil per me e più monnezza per tutti! Amen!”

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