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SS100 Gioia-Mottola. Nuovo incidente mortale e due feriti

Un grave incidente stradale si è verificato nel tardo pomeriggio di martedì 29 settembre lungo la Statale 100, nel tratto compreso tra Gioia del Colle e Mottola, subito dopo lo svincolo di San Basilio.Lo scontro frontale, avvenuto tra una Audi e un autocarro Iveco Stralis, adibito al trasporto di uva da tavola, ha provocato la morte sul colpo del conducente dell’auto, L.M. di 56 anni residente a Grottaglie. A bordo dell’autovettura viaggiava anche la figlia ventisettenne, rimasta ferita e soccorsa dal 118. La ragazza è stata trasportata in codice rosso, unitamente all’autista del mezzo pesante, presso l’ospedale San Pio di Castellaneta. Sul luogo del sinistro sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Massafra, la Polizia Locale di Mottola, i Vigili del Fuoco di Castellaneta e il personale Anas per gestire l’emergenza e procedere ai rilievi volti a chiarire l’esatta dinamica dell’impatto.L’arteria stradale è stata temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni, con inevitabili e pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, deviata su percorsi alternativi.

L’ennesima tragedia riaccende prepotentemente i riflettori su uno dei tratti stradali più sanguinosi della Puglia. L’episodio segue infatti di poche settimane un altro grave sinistro verificatosi lo scorso 30 agosto, quando un maxitamponamento tra cinque veicoli provocò tre feriti e paralizzò la circolazione per diverse ore. La conta dei morti e dei feriti su questa striscia d’asfalto continua a salire in maniera inesorabile: negli ultimi anni la tratta Bari-Taranto è stata teatro di numerosi scontri fatali, come il drammatico incidente del marzo 2024 che costò la vita a tre giovani o le stragi degli anni precedenti che hanno distrutto intere famiglie e servitori dello Stato.

Nonostante la pericolosità acclarata del tratto, caratterizzato da corsie strette, un’elevata densità di traffico pesante e l’assenza in diversi punti di uno spartitraffico centrale adeguato, la situazione resta drammaticamente immutata. Negli anni si sono susseguiti appelli accorati da parte di cittadini, associazioni e amministratori locali, accompagnati da promesse istituzionali, progetti di ampliamento, tavoli tecnici e annunci di messa in sicurezza, installazione di autovelox. Tuttavia, al di là delle abituali dichiarazioni di circostanza rilasciate all’indomani di ogni dramma, gli interventi risolutivi non sono mai stati completati. La Statale 100 rimane così una trappola mortale a cielo aperto, testimonianza diretta di un’inerzia burocratica e politica dinanzi alla quale le comunità locali continuano a pagare un prezzo intollerabile in termini di vite umane.

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